29/01/2009
COME SAREBBE POSSIBILE, ORA?
Alcuni amici, e amiche, mi hanno scritto chiedendomi di tener aperto il blog: 1984.
Devo dire che, in questi giorni, a far ciò ho provato ponendo mano, ed anche per più di una volta, alla tastiera del PC.
Senza risultato alcuno.
Non sono riuscito a combinare nulla.
La pausa, peraltro, mi ha fatto riflettere parecchio e sono giunto alla conclusione che non sia più assolutamente possibile, per me almeno, il riuscire a riagguantare la tensione emotiva di prima.
Qualsiasi cosa io possa tentare di scrivere, oggi, mi farebbe sentire ridicolo, stupido, banale, scontato, come esattamente in questo preciso momento, già, in verità, mi sento (e ciò come se prima non lo fossi stato, ma, beato me, non me ne rendevo conto..).
Si è rotto un filo.
.........
Come sarebbe possibile, ora, il riuscire a trasmettere, in assoluta povertà di termini, come si richiederebbe, fuor di dubbio, del continuo disvelamento delle infinite meraviglie che stanno intorno a noi tutti, cose minime che fino a ieri non mi si appalesavano e che solo oggi sembrano, d'un tratto, semplicemente fantastiche?
Parlo qui del miracolo della vita, e parlo qui anche del mistero della morte.
Risulterei solo pedante.
Non sono poeta.
Come sarebbe possibile, ora, esternare, senza finir per "tromboneggiare", tutta l'intima indignazione, sempre maggiore ogni volta, per le nefandezze operate da potenti di turno, sia religiosi sia politici?
Un sapientissimo Marziale o lo stesso Voltaire sarebbero in difficoltà davanti alla marea di volgarità da cui siamo continuamente "tsunamizzati".
Non ho sdegno ed ironia sufficienti alla bisogna.
Come sarebbe possibile, ora, condividere in autentica profondità d'amore, tutto l'incanto contenuto in una poesia che improvvisamente, fino a ieri ignota, si venga a scoprire e che, quindi, come sempre amore chiede, si vorrebbe immediatamente regalare agli altri, e, nel far ciò, non si finisca, anche, per montare in cattedra?
Come sarebbe possibile, ora, comunicare, avvolto in frittelloso manto di saccenteria, tutto lo stordimento che prende, nell'immergersi, magari per l'ennesima volta, nello stupore di un brano musicale che, per tanta bellezza, ci toglie le parole lasciandoci solo balbettare esclamazioni insignificanti?
Come sarebbe possibile, ora, per me testimoniare, senza provare profonda vergogna per la mia personale miserabile povertà, dei tanti esempi di coraggio e di forza del faticoso "mestiere di vivere" che provengono da oscuri eroi che vivono accanto a noi, in silenzio, e pei quali si ha appena il sufficiente sentire per rilevarne la presenza?
E si potrebbe continuare.
Forse "questo immenso regalo di Dio" che è Internet ci fa, infine, dire troppe parole.
Il WEB è pieno, stracolmo, di siti che dicono, ridicono, stradicono, contraddicono, benedicono e maledicono.
Cosa si può aggiungere che già non sia stato urlato, imprecato, deprecato, imposto, suggerito?
Questo blog 1984 ha avuto vita effimera: appena sei mesi; un breve autunno per mai dimenticarci dell'oscura minaccia preconizzata da Orwell e che come tale ci inquieterà per i secoli a venire.
Cercherò di oppormi in modi diversi, come potrò, e come riuscirò.
Oppormici in pratica a cosa?
Se devo dire, dietrologizzando inevitabilmente, a tutto ciò che ci vorrebbe sempre più proni al bacio di sacre pantofole in Oltretevere, e sempre più solerti nel lustrare "mocassini" in Palazzo Chigi, se non, domani, al Quirinale.
Trovo che mai parola più sacra di LIBERTA' abbia subìto così laceranti strapazzi come nei nostri tempi.
Neanche quando campeggiava sulle egide (non egìde!) della defunta Democrazia Cristiana.
Sappiate, in ultimo, che per me è stato impagabile il piacere di imparare dai Vostri commenti.
Da tutti, anche da quelli che mai pervennero.
Di ciò Vi sarò per sempre grato.
14:15
Scritto da: fragiune
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26/01/2009
Da cosa ripartire?
Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta
dicendo che è un mio emissario
non credergli, anche se sono io;
ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
neanche che si bussi alla porta irreale del cielo.
Ma se, ovviamente, senza che tu senta
bussare, vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa
di bussare, medita un poco. Quello è
il mio emissario e me e ciò che
di disperato il mio orgoglio ammette.
Apri a chi non bussa alla tua porta.
Fernando Pessoa
09:05
Scritto da: fragiune
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25/01/2009
Comin' back from America
da: Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello
08:34
Scritto da: fragiune
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23/01/2009
DICHIARAZIONE UFFICIALE
Leggo:
"La Rai sta chiedendo il pagamento del canone anche a chi non ha più la tv, ma possiede un computer."
Io ho eliminato la TV dalla mia vita da decine e decine d'anni.
E non ho neppure telefono fisso, in ADSL ci vado con una cosidetta "linea nuda" appoggiata a FASTWEB.
Ho 2 pc , di cui uno portatile e questi due computer, al momento, rappresentano il mio collegamento col mondo esterno.
Sono in pensione dal 1994 e trasmetto, volentierissimamente e gratuitamente, ciò che conosco, in fatto di pc ed informatica, ad amici che vogliono imparare, installare programmi o far ripartire un Sistema Operativo Microsoft o Linux, configurare una Rete, creare un sito Internet, ecc. ecc.
CON LA PRESENTE DICHIARO, ANCHE SE NON GLIENE FREGA NIENTE A NESSUNO, CHE REGALERO' TUTTO QUANTO POSSIEDO IN FATTO DI COMPUTER, ET SIMILIA, NEL MOMENTO STESSO IN CUI MI OBBLIGHERANNO A PAGARE UN CANONE ALLA RAI.
Complimenti itaglia!
Per me, tu col tuo Governo, la tua Rai e la tua Opposizione del cazzo, puoi andare a:
"FARE IN CULO!"
Sopravviverò ugualmente.
(E agli eventuali "pierini" che cercassero di venirmi a dire che "fare come faccio io è come tagliarsi i coglioni per far dispetto alla moglie" dico subito che della cosa non me ne può fregar di meno, in quanto io non ho più moglie da decine e decine di anni. Esattamente come per l'apparecchio TV.)
"Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre a non farsi nascere bisogni nuovi, e, anzi, a rinunciare a quelli che ha."
Luciano Bianciardi
da: "La vita agra"
-1962-
Ai giovani
Giorgio Gaber ha scritto: "LA MIA GENERAZIONE HA PERSO". Sbagliava. Ha: STRA-PERSO.
Se potete, scusatemi!
E, con questo, chiudo il blog in data:
23 Gennaio
1984.
05:21
Scritto da: fragiune
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22/01/2009
Ancora attualissimo per l'itaglia
affiggono sui muri questo proclama:
"Quando l'altissimo Iddio
li consegna
19:48
Scritto da: fragiune
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Un Epicureo dela..Madunina!
(E poi dicono che una Laurea in Filosofia al giorno d'oggi non serva a sbarcare il lunario!)

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità.
A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'animo nostro.
Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età.
Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità.
Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l'avvenire.
Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c'è, tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per possederla.
Poi abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, poiché il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte, altro non è che la sua assenza.
La morte, il più atroce dunque di tutti mali, non esiste per noi.
Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi.
Non è nulla né per i vivi né per i morti.
Per i vivi non c'è, i morti non sono piú.
Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.
Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere piú.
La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere.
Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro.
Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s' avveri, né allo stesso modo disperare del contrario.
Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia.
Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è piú bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell'animo e del corpo.
Infatti, proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso.
Quando invece non soffriamo, non n’abbiamo bisogno.
Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene.
Consideriamo inoltre una gran cosa l'indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l'abbondanza si gode con piú dolcezza se meno da essa dipendiamo.
In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l'inutile è difficile.
I sapori semplici danno lo stesso piacere dei piú raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno il piacere piú pieno a chi ne manca.
Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e rimanere indifferenti verso gli scherzi della sorte.
Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l'animo a essere sereno.
Medita, giorno e notte, tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell'ansia.
Vivrai invece come un dio fra gli uomini.
Non sembra piú nemmeno mortale l'uomo che vive fra beni immortali.
Epicuro
18:25
Scritto da: fragiune
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Sveglia, Mercedes!
16:40
Scritto da: fragiune
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21/01/2009
En travesti
17:45
Scritto da: fragiune
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Sento che mi corre il dovere...
11:09
Scritto da: fragiune
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Un altro modo è possibile

10:56
Scritto da: fragiune
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Tre Grandi
10:33
Scritto da: fragiune
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Noi non torturiamo


04:24
Scritto da: fragiune
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20/01/2009
Scommettiamo?
Mt 21,28-32

Uno è un noto bigamo, questo è ciò che, almeno, proclama l'altro.
Lo dovremmo considerare uno scomunicato anche se questo termine medioevale è un titolo di cui tutti, ormai, se ne sbattono altamente gli attributi.
Domanda: secondo Voi chi dei due entrerà per primo nel Regno di Dio?
Ai vincitori: la classica bambolina.

SONO TUTTORA VALIDE LE DISPOSIZIONI DELLA CHIESA CIRCA IL “COMUNISMO”
perciò:
E’ PECCATO GRAVE
1.Iscriversi al Partito Comunista
2.Favorirlo in qualsiasi modo, SPECIE COL VOTO
3.Leggere la Stampa Comunista
4.Propagare la Stampa Comunista
Quindi non si può ricevere l’Assoluzione se non si è pentiti e fermamente disposti a non commetterlo più.
Chi poi, iscritto o no al Partito Comunista, ne ammette la Dottrina Marxista, atea e anticristiana e ne fa propaganda è:
APOSTATA DELLA FEDE
E
SCOMUNICATO
e non può essere assolto che dalla Santa Sede.
Quanto si è detto per il Partito Comunista deve estendersi agli altri Partiti che fan causa comune con esso nella lotta contro la FEDE, la RELIGIONE e la CHIESA.
Il Signore illumini e conceda ai colpevoli in materia tanto grave il pieno
ravvedimento poiché è in pericolo la stessa SALVEZZA ETERNA.
12:24
Scritto da: fragiune
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E' la descalation, bellezza.
Insegnante fuori dalla classe, dodicenne aggredita.
08:51
Scritto da: fragiune
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Sempre il n. 1

08:37
Scritto da: fragiune
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19/01/2009
Un sorrisino
Riflettevo in relazione alla mia risposta data al commento di Obietto! al post:"Troppo tempo!Troppo tempo!".
E mi sorprendevo per la singolare acquiescenza che dimostrano gli tagliani nei confronti della volgarità del premier da essi scelto.
Secondo me, il fatto che, salvo pochissimi, non sentano il "dovere dell'indignazione" che fa imbracciare, non il mitra, ma la penna, oggi la tastiera di un computer, per editare, anche solo la parola: "BASTA" è la reale cartina di tornasole della nostra scarsa coscienza civile e democratica.
"Ma io non ho tempo per scrivere.."
"E poi non saprei neanche che cosa scrivere..."
"Ma poi intanto, anche se scrivessi, chi mi leggerebbe?..."
"E due mie righe, in pratica, cosa sposterebbero?..."
"Ma dai! Una barzelletta va e viene...Suvvia! Mo' ci mettiamo a sparare cannonate ad una zanzara?"
"Guardiamo alle cose più importanti!"
E così di seguito ad libitum.
Ma questo sarebbe ancora il meno.
La cosa che io, almeno, ritengo essere veramente insopportabile è un'altra.
Mi trovo a sostenere, infatti, ormai da tempo, che nella storia dell'Umanità ad un certo momento, dopo milioni di anni, improvvisamente, nei rapporti tra gli uomini è intervenuto un fatto nuovo e sconvolgente.
E, come se già ciò non bastasse, sostengo pure, che è passato, incredibile a dirsi, totalmente inosservato e non rilevato!
A mio avviso, almeno per i dati che posso aver raccolto nella mia vita, questo "momento di svolta epocale" lo potremmo collocare cronologicamente attorno alla metà circa del secolo passato.
Anni '50 o '60 tanto per capirci.
Il fatto che tale momento corrisponda all'irrompere della televisione nelle nostre esistenze è un fatto, io dico, da non ritenersi per niente casuale.
Cosa, sempre secondo la mia analisi, sarebbe allora successo?
E' successo che:
TUTTI HANNO IMPARATO A RISPONDERE CON UN SORRISINO A COLPE, SBADATAGGINI, DIMENTICANZE.
Voi fate caso: passate a piedi sotto ad un balcone da cui si sta improvvidamente spalando neve buttandola sotto?
Voi siete investiti da una palata di neve ed alzate la testa lamentandovi contro lo sbadato?
Magari vi aspettereste un: "Scusi...mi dispiace...non l'avevo proprio vista!"
No.
Un sorrisino.
Siete in coda per sbrigare una pratica e arriva un tizio che cerca di fare il furbo e passare davanti?
Lo fate notare educatamente.
Quello contrasta immediatamente anche se sa di avere torto marcio.
Non vuole passare per pirla.
Ci mancherebbe!
Altri confermano la vostra versione e il nostro deve arrendersi.
Pensate che ci sia un minimo imbarazzo?
No.
Un sorrisino.
Siete in un letto d'ospedale e vi rendete conto che l'infermiere vi sta ficcando in bocca una compressa che non è quella prescritta e che riconoscete subito perché questa è rossa e ovale mentre quella giusta dovrebbe essere rotonda e bianca.
Una disattenzione.
Lo fate immediatamente presente rifiutandovi di aprire la bocca.
L'addetto se ne rende conto e cambia pillola.
Voi vi aspettereste, esagerando, una frase del tipo: "Ero sbadato, scusi, oggi non sono in giornata, grazie per avermelo detto.."
No.
Un sorrisino.
Un Berlusconi qualsiasi offende ammalati, deboli, indifesi?
Voi vi aspettereste un coro:
"Ma che buzzurro di gran maleducato abbiamo mai mandato a Palazzo Chigi?!"
No.
Un sorrisino.
09:21
Scritto da: fragiune
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18/01/2009
Noi e loro

In effetti sappiamo che, pur essendo già entrati nel secolo XXI, il riuscire anche "ad entrare" nel mondo del pensiero dell'antica India o Cina o Giappone è, e rimane sempre, cosa ardua ed irta di difficoltà.
Per non dire, a volte, decisamente impossibile.
Un delizioso esempio?
Peschiamo dallo sterminato mare di storielle del pensiero ZEN, uno dei mondi più lontani da noi e, però, un mondo verso il quale, ci sentiamo misteriosamente richiamati perché percepiamo che proprio là potrebbero esistere alcune risposte ai nostri problemi esistenziali.
Scena ed interpreti:
Un giovane monaco si avvicina al maestro che se ne sta in disparte coi suoi pensieri e gli fa:
"Maestro, dammi solo una frase su cui meditare e per me sarà sufficiente"
Il maestro leva appena la testa e dice:
......
Passano anni ed un giorno il giovane vede il maestro che sta mangiando e , contemporaneamente, però, sta anche leggendo.
Il maestro se ne accorge della sorpresa dell'allievo, sorride, e dice:
"E quando mangi e leggi, mangia e leggi".
Dico subito che non potrò prenderò in considerazione eventuali richieste di spiegazioni.
Anche perché non saprei darne.
Personalmente percepisco, così ad istinto, che l'ultima frase del maestro non sia solo una furbata da vecchio paraculo, ma contenga una qualche verità, ma non saprei dire quale.
E, peraltro, mi scopro totalmente disinteressato a qualsiasi tentativo di spiegazione in proposito.
09:04
Scritto da: fragiune
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Troppo tempo! Troppo tempo!
07:32
Scritto da: fragiune
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16/01/2009
Citazione
Sono raggiunto, quotidianamente, da invii di citazioni di uomini che si distinsero per un certo qual loro rilievo.
Una citazione al giorno.
Non sempre, invero, felicissime, ma, sempre simpatiche a leggersi.
Vi passo quella di oggi:
The fact that a believer is happier than a skeptic is no more to the point than the fact than a drunken man is happier than a sober one.
Il punto di vista secondo cui il credente sarebbe più felice dell'ateo è assurdo, tanto quanto la diffusa convinzione che l'ubriaco sia più felice del sobrio
E' di:
George Bernard Shaw
(Per me, un maestro)
14:52
Scritto da: fragiune
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Essere di destra, anche...

12:08
Scritto da: fragiune
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