“- ‘E cecate ’e caravaggio -” di S. Di Giacomo – E.De Filippo

Siamo nel giardino di un Istituto che ospita persone non vedenti.
Uno, che è cieco fin dalla nascita, chiede all’altro che, invece, un tempo ci vedeva, di descrivergli quel mondo a lui negato da sempre per “imperscrutabile disegno divino”.
L’altro acconsente di buon grado anche se, il ricordare, non può che creargli infinito dolore; infatti maggior sconforto, tra i due, sembra provare proprio quegli che non ha più la vista, in quanto non riesce a rassegnarsi alla perdita..
Tra struggenti domande, ricordi e sospiri, dall’alto improvvisamente ecco che esplode, nel giardino, uno splendido sole d’oro!
D’oro proprio come…“e capilli ‘e Serafina”.
Un sole che entrambi non sono in grado di vedere, ma che percepiscono come l’unico immenso regalo in grado di lenire un po’ la loro sofferenza.
“- ‘E cecate ’e caravaggio -” di S. Di Giacomo – E.De Filippoultima modifica: 2008-08-29T09:14:00+00:00da fragiune
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