“Panem et circenses”

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In data 13 Agosto 2.000 Guido Ceronetti pubblicava su LA STAMPA la seguente:
LANTERNA ROSSA

Notevole, per la sua esattezza, l’aforisma emesso da una ragazza croata dei gruppi che si sono distinti nell’aggredire i Milanesi e i nostri agenti per soliti fondamentali motivi di stadio:
IL CALCIO E’ GUERRA.
Signore Iddio, è verissimo!
Non lo era ai tempi di Piola e di Parola, di Combi di Gabetto – ma sono ben lontani..
Oggi è così: il calcio è guerra.
Guerra – civile e internazionale – non surrogato. 
Una guerra di nuovo tipo. 
E non importa che i suoi militi di prima linea siano bande di ubriachi mentalmente Neanderthal: la guerra, di facce, ne ha migliaia.
La pace, dunque, si oppone drasticamente al caldo, alla speciale guerra che il caldo in Occidente, è diventato, sempre più minacciosa e irrefrenabile. 
Modifico cosi una frase di Jean Jaurès:

«Il calcio porta la guerra (la guerriglia, per cominciare) come la nube porta l’uragano».
Se guerra è il calcio non è buono, non è salutare. 
Se uno Stato rifugge dalla guerra (e l’Italia non trascura le occasioni per dimostrarlo) allora deve reprimere e sbaragliare il calcio, che è guerra. 
Leggi illuminate di Stati illuminati dovrebbero abolire il calcio: questo è il succo.
Abolire il calcio-guerra, non le partite. 
Benissimo, le partite di ludicità pura! Il gioco va incoraggiato sempre. 
Sono da abolire invece tutti i campionati, nazionali, internazionali, mondiali. 
E le radiotele-cronache di tali campionati, via: sono mine antianima d’uomo.
La sconcezza di queste continue, sanguinarie violenze di Ultras è frutto di autentica propaganda ed eccitazione bellica (cronache sportive, il calcio in prima pagina, piagnistei sulle violenze inclusi) e dell’osceno Calcio-Mercato che compra e vende giocatori al prezzo di un Tiziano e di un Codice di Leonardo.
Nei ragazzi l’intossicazione calcistica è cancro della mente: va operato, va sradicato
Anche quella del traffico di giocatori coi loro sovrannaturali stipendi è una guerra: su menti deviabili lavora come una droga disinibitrice.
Il calcio non distrae: concentra su percorsi paranoidi fissi, da cui è facile passare al bisogno ferire, di spargere il terrore.
Il calcio è oggi un potere di morte
Il caldo fa ricrescere unghioni da tigre all’irrimediabile anthropos al quale è permesso tutto; prima o poi le armi bianche e improprie ultraìste diventeranno vere armi da fuoco e allora, nelle città che vantano stadi, si salverà chi potrà.
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Quanto, rivedendo oggi i fatti di Napoli e di Roma, fu teneramente “candido” oltre che tragicamente profetico il Calcante di allora!

“Panem et circenses”ultima modifica: 2008-08-31T19:34:00+00:00da fragiune
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