QUI AD ATENE NOI FACCIAMO COSI’!

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Pericle Atene, 495 a.C. – 429 a.C
 
 
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi. 
Ed è per questo che viene chiamato: “democrazia”.
QUI AD ATENE NOI FACCIAMO COSI’!
Le leggi, qui, assicurano una giustizia uguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza: quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito: e la povertà non ne costituirà un impedimento.
QUI AD ATENE NOI FACCIAMO COSI’!
La libertà di cui noi godiamo si estende anche alla vita quotidiana, noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo, se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e, tuttavia, siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private;
(ma, soprattutto non si serve dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private!)
QUI AD ATENE NOI FACCIAMO COSI’!
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati e ci è stato anche insegnato di rispettare le leggi e di non dimenticare mai coloro che ricevono offesa e ci è stato insegnato anche di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
QUI AD ATENE NOI FACCIAMO COSI’!
 Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile, e, benché in pochi siano in grado di dar vita ad una politica, tutti, qui ad Atene, siamo in grado di giudicarla; noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma io proclamo Atene la scuola della Grecia e che ogni ateniese cresce portando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso e la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione.
Ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero!
QUI AD ATENE NOI FACCIAMO COSI’!

Discorso di Pericle agli ateniesi riportato dallo storico Tucidide – 461 a.C.

Nota: La parte sopra riportata in corsivo e messa tra parentesi, è un’aggiunta operata, abusivamente, dall’attore Paolo Rossi che probabilmente intendeva riferirsi a qualche personaggio politico particolare, la cui esatta identità, però, ad oggi, rimane un grosso mistero.

(Forse perché gli aspiranti papabili incominciano ad essere un po’ troppi! Finirà che metteranno il numero chiuso) 
QUI AD ATENE NOI FACCIAMO COSI’!ultima modifica: 2008-09-08T13:23:00+00:00da fragiune
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Un pensiero su “QUI AD ATENE NOI FACCIAMO COSI’!

  1. Vado a memoria: il discorso di che trattasi dovrebbe essere della fine del 431, se non degli inizi del 430 a. C.. D’altro canto queste estrapolazioni, in tal modo svèlte dalla filigrana del testo Tucidideo non convincono molto e la dicono lunga sulla tendenziosità dell’operazione compiuta da Rossi(?). Tutti sanno quanto incerte fossero le tensioni paradigmatiche dei rapporti sociali anche nell’antichità. Così come presentata, l’Atene di Pericle potrebbe far concorrenza al Giardino dell’Eden. Ma forse le cose non stavano proprio così. Per capirne di più e meglio bisognerebbe leggere tutta l’opera di Tucidide. Certo, è un po’ lunga e scritta in un greco non sempre tutto “liscio”. Sono, come si sa, otto libri, ma già l’arrivo al Cap. 89 (compreso) del V° libro potrebbe aiutare il lettore a farsi venire qualche dubbio sulla specchiata “chiarezza” di queste estrapolazioni.

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