Un fiore per Montaigne

“E’ una perfezione assoluta, e quasi divina, saper godere lealmente del proprio essere.
Noi cerchiamo altre condizioni perché non comprendiamo l’uso delle nostre, e usciamo fuori di noi perché non sappiamo cosa c’è dentro.
Così, abbiamo un bel montare su trampoli, ma anche sui trampoli bisogna camminare con le nostre gambe.
E anche sul più alto trono del mondo non siamo seduti che sul nostro culo.
Le vite più belle sono, secondo me, quelle che si conformano al modello comune e umano, con ordine, ma senza eccezionalità e senza stravaganza.”

da: “I saggi”
 
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Michel de Montaigne
Michel Eyquem de Montaigne (Bordeaux, 28 febbraio 1533 – Saint-Michel-de-Montaigne, 13 settembre 1592)


Si narra come in occasione della traslazione di resti di sepolture da vecchi cimiteri che circondavano Parigi verso il recente cimitero del Père Lachaise (inaugurato nel 1804) si constatò come in una cassa fosse presente, accanto alle ossa, un libro:

“I saggi” di Montaigne, appunto.
Quell’anonimo parigino aveva disposto, probabilmente per esplicito testamento, di farsi seppellire con l’immortale libro che avrebbe, per sempre, tenuto compagnia al suo spirito.
Può anche darsi, però, che le cose non siano andate esattamente così e che mano pietosa di moglie, figlio o chi altro, abbia provveduto ad introdurre furtivamente, all’ultimo momento, giusto un attimo prima che il coperchio si richiudesse definitivamente, quello che si sapeva essere stato il “livre de chevet” della buonanima.
Un bellissimo atto d’amore che ricorda il gesto del principe di Danimarca che depone fiori sulla morta Ofelia.
(“Fiori ad un fiore” – W.Shakespeare)
Immagino che a me, la fortuna di avere per sempre vicino al capo “Les Essais” probabilmente non capiterà.
Pazienza.
Posso però solo dire che, per questo, provo incoercibile invidia per quell’anonimo parigino.

Un fiore per Montaigneultima modifica: 2008-09-28T07:33:17+00:00da fragiune
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