Un sorriso di Cristo

 
Quella che forma oggetto del presente post è una “vexata quaestio” (dibattuta questione) fin dagli scontri tra scolastici, e forse anche prima, studiosi che sempre amarono discettare su problemi che a noi, oggi, sembrano, se non decisamente oziosi, certamente di marginale interesse.
Uno di quelli su cui si versarono fiumi di inchiostro e si scontrarono in modo acerrimo scuole eminenti di pensiero che misero in campo, l’un contro l’altro armati, fior di cattedratici sorboniani contro professori oxoniani o di coeve Università italiane o spagnole , riguardò il dibattito sul più o meno…
“Possibile sorriso di Cristo”.
A tal proposito già abbiamo incontrato in un precedente post l’ex bibliotecario cieco che Umberto Eco ci fa conoscere nel suo grande romanzo: Il Nome delle Rosa.
Jorge da Burgos quale profondo conoscitore delle Scritture, testi che gli sono ormai vietati in lettura ma che gli sono noti assolutissimamente alla lettera, è rocciosamente abbarbicato su posizioni rigoriste e, sull’argomento, infila impietosarmente di contropiede l’incauto che cerchi di portare argomentazioni tendenti ad una raffigurazione di un Cristo un po’ meno divino, ma un po’ più umano..
Per il Reverendo Jorge: “Cristo non ha mai sorriso!” e tutto il Nuovo Testamento lo testimonia! Appunto.
Al tempo era prassi corrente, che le menti degli studiosi e financo dei semplici amanuensi operanti nei grandi scriptoria benedettini fossero allenate a trattenere a memoria l’intero corpus delle Scritture (Antico e Nuovo Testamento).
Ovviamente in latino che era l’unica lingua consentita in materia religiosa.
Un testacchione di teologo crucco, l’agostiniano dottor Martin Lutero arriverà a disturbare tale quadro solo nella prima metà del 1500 e, da quel tempo, dovremo arrivare ad oggi per imbatterci, giustappunto, in un altro teologo crucco,ovvero in un ringhiante pastore tedesco meno geniale del primo ma dal morso forse più micidiale , che sta cercando di riportare indietro l’orologio della Storia ai tempi della Ecclesia Triumphans che sventolò l’Orifiamma da Guerra sulle galee veneziane della:
Battaglia di Lepanto. (7 ottobre 1571).
1802701589.jpg


Io, che sono uno di conoscenze talmente limitate che “non sarei mai in grado di dire” quello che è riuscito a dire Benedetto XVI nella Lectio Magistralis di Ratisbona, esprimo un mio modestissimo parere in materia:
“Forse Cristo, o almeno il personaggio che conosciamo dai soli 4 Vangeli, perché nessuna altra fonte storica, checché ne dicano gli addetti ai lavori d’ Oltre-Tevere, ne fa mai esplicita menzione, neanche lo stracitato Giuseppe Flavio, dicevo, forse Cristo non avrà mai riso, però, credo che in alcune circostanze, abbia sicuramente sorriso.“
E la cosa mi fa un immenso piacere, devo dire.
Voi, per dirne una, sareste in grado di immaginare un Cristo barbogio, serioso e professorale che, accarezzando i piccoli Giudei Palestinesi non sia sorridente quando dice agli apostoli:
“Lasciate che i piccoli vengano a me”?
Impossibile.
Ed ho citato un solo esempio. Un altro potrebbe essere quando invita il pubblicano Zaccheo a scendere dal sicomoro su cui era salito per riuscire a vedere il passaggio del Nazareno che altrimenti si sarebbe perso in quanto era “curtarello” di statura.
Ma il momento più evidente di tutti per me è questo che subito sotto Vi propongo.
Il sorriso, a mio avviso, è evidentissimo nel momento da me contrassegnato in corsivo di color rosso.
Ed è un sorriso raffinatissimo, secondo me, come raffinatissimo Egli sapeva riuscire nelle circostanze che lo richiedessero.
Ed a coloro che ancora si ostinano a non credere ad un Cristo sorridente, o meno, ricorderò una frase di Giorgio Gaber:
“NO, NON FA MALE CREDERE: FA MOLTO MALE CREDERE MALE!”


Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui.
Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.
Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto d’olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai suoi piedi e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva d’olio profumato.
A quella vista il fariseo che l’aveva invitato pensò tra sé, “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna e’ colei che lo tocca: e’ una peccatrice”.

Gesù allora disse: “Simone, ho una cosa da dirti”.
Ed egli: “Maestro, di’ pure”.
“Un creditore aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta.
Non avendo essi da restituire, condonò il debito ad entrambi.
Chi dunque di loro lo amerà di più?”.
Simone rispose: “Suppongo quello cui ha condonato di più”.
Gli disse Gesù: “Hai giudicato bene”.
E volgendosi verso la donna, disse a Simone: “Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.
Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi.
Tu non mi hai cosparso il capo d’olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.
Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati perché ha molto amato.
Invece quello cui si perdona poco, ama poco”.
Poi disse a lei: “Ti sono perdonati i tuoi peccati”.
Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: “Chi è quest’uomo che perdona anche i peccati?”.
Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha salvato; va’ in pace!”.
Luca 7.36-50.
449300681.JPG

La Maddalena di Filippino Lippi

Un sorriso di Cristoultima modifica: 2008-09-28T21:33:00+00:00da fragiune
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento