Montaigne e Bianciardi

Il nostro Michel de Montaigne che abbiamo già avuto modo di conoscere precedentemente, giunto all’età esatta di 40 anni decide per un “buen retiro” e si rinchiude, quasi recluso vivo, nella “Tour de la librairie” del suo castellozzo di Montaigne, appunto, nel Perigordino dipartimento della Dordogna.
Qui inizia a raccontarsi in una lunga autoconfessione che vuole essere impietosa fino all’indicibile; un lavoro immane che occuperà l’intera vita restante in continui rifacimenti, correzioni, aggiunte e riedizioni in un insieme di riflessioni costellate di puntuali citazioni latine e greche, due lingue che, per esplicita volontà del padre, Michel de Montaigne dominava alla perfezione alla pari del francese fin dall’età di 13 anni.
Circa la lingua italiana, poi, ci lascerà il suo diario scritto in perfetto italiano dall’istante in cui varca il valico alpino per un lungo viaggio fino a Roma, viaggio effettuato con la precisa intenzione di “passare le acque” a Lucca per “rompere la pietra” e “purgarsi dalla sabbia” che calcoli ai reni e disturbi alla vescica gli procuravano. (Ed anche per incontrare il Papa).
I cronisti dell’epoca ci dicono che il nostro Michel spirò improvvisamente all’età di 59 anni mentre assistendo come tutti i giorni alla solita messa del mattino, prendeva la Comunione.
La torre della Biblioteca è ancor oggi visitabile e lo studio al terzo piano, mostra il soffitto traversato da grosse travi di legno che riportano perfettamente visibili le frasi che Montaigne aveva ritenuto fondamentali per la sua formazione umanistica.
In casa mia non vi sono quadri, poster, fotografie; nell’ingresso ho solo, anch’io, a timida imitazione di quel Grande, dei fogli con delle scritte.
Vi passo ora una di quelle frasi a cui non farò seguire però alcun commento.
E’ tratta dalla VITA AGRA (1962) del grossetano Luciano Bianciardi.
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“Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunciare a quelli che ha”

Montaigne e Bianciardiultima modifica: 2008-09-29T18:01:55+00:00da fragiune
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