Iscrizione funeraria

Modera il pianto, ormai, padre.
E tu, ottima madre, asciuga le lacrime.
L’esser morto non mi procura alcun male.
Fu un male la vita.
Con la morte ho raggiunto la pace.


Caio Publicio Ampliato 

di Caio
(vissuto 6 anni e 27 giorni)
Corpus Inscriptionum Latinarum XI, 207, 
RAVENNA

Iscrizione funerariaultima modifica: 2008-10-30T10:59:56+00:00da fragiune
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4 pensieri su “Iscrizione funeraria

  1. Perché lo ritengo: vero, bello, nonché, altamente poetico.
    Non per niente non ho avuto esitazione alcuna ad etichettarlo sotto: Poesia.
    La vera Poesia è fatta anche di cose scomode che ci colpiscono e ci feriscono.
    Arriverei a dire pure: che ci offendono, talvolta, cara Magda.
    La Poesia è il concentrato massimo della Vita.
    Ed anche della Morte.
    Che è inscindibile da quella, come ben saprai.
    Un neonato dopo il primo secondo di vita ha già la sua…condanna a morte belle e pronta, anche se in quel momento devono ancora scrivere per esteso il: Certificato di Nascita..
    Non si scappa.
    L’unico modo per uscirne, ed i genitori del piccolo seienne ravennate ben lo dovevano sapere se no mai avrebbero dato il consenso ad una lapide di quel genere, consisteva, forse, solo nel non nascere e difatti viene detto che: “fu un male la vita”.
    Non credo, pertanto, che un pensiero di tale elevatezza a cui facciamo fatica noi stessi a pervenire, fosse mai stato espresso dal bambino.
    Ma dal ripensamento dolorosissimo di un padre, forse sì.
    Gli antichi erano molto più saggi di noi e sapevano convivere con quella Signora che prima o poi per tutti arriva.
    A fatica anche loro come noi, ma con maggior saggezza.
    Se poi, invece vogliamo seguire la moda degli Americani degli Stati Uniti per cui il morto lo si fa sedere in poltrona tutto imbellettato come se fosse ancora vivo, con la sigaretta tra le dita, e la cuccuma del suo caffè preferito accanto, possiamo anche farlo.
    Secondo me siamo, così facendo, semplicemente poco seri.
    Grazie per l’intervento e scusa per il mio tono forse troppo “serioso”.
    Ciao.

  2. La morte è presente ogni giorno della nostra vita. La vita ci seduce, la morte (forse) ci dà pace. Ma nè morte nè vita devono entrare nel mio cuore che vuole essere eternamente presente, nei cuori di chi ho amato e amo. Sono loro la mia prosecuzione, perchè l’amore che ho donato loro sia da loro donato ai figli e ai figli dei loro figli per trovare nuova vita.

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