Mr. Gregor Samsa, I presume

«Kafka? Io mi sento un personaggio reale, posso giudicare quello che succede come sorprendete ma io non sono cambiato, mi sento un uomo del Pd e soprattutto un uomo delle istituzioni»
 così il presidente della Commissione di Vigilanza, Riccardo Villari, ha replicato alla battuta del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che dall’Aquila ha definito kafkiana la situazione della Vigilanza.
Kafka-Villari.jpg

In effetti un “bacherozzone” si aggira per li Taglia ma non è Villari.

 

Mr. Gregor Samsa, I presumeultima modifica: 2008-11-23T18:07:45+00:00da fragiune
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2 pensieri su “Mr. Gregor Samsa, I presume

  1. Ben volentieri.
    Partiamo da qui, se permette:
    «È meglio che un uomo solo muoia per il popolo» (Giovanni 18,14).
    Sono le parole che pronuncia il Gran Sacerdote Caifa ai rappresentanti del Sinedrio di Gerusalemme a seguito di una situazione “kafkiana” ante litteram e ciò per arrivare a definire, una volta per tutte come si possa uscire dalla paranoia che ha creato quel rompiscatole di Giudeo e che sta turbando la “quiete pubblica”.
    Quattrocento anni prima in un’Atene democraticissima come mai più si ebbe uguale in seguito, e proprio sotto una Democrazia Diretta, badi bene: Diretta e non esercitata in modo Rappresentativo, come poi, sempre, in seguito si ebbe, si macerano foglioline di un’erba simile al prezzemolo, e il decotto lo si porge da bere al migliore dei suoi cittadini.
    Per la “quiete pubblica”.
    Poche decine di anni e l’intera pentita Atene erige ben 2.000 statue al figlio di uno scalpellino ed una oscura levatrice che ancora oggi, pur a bocca tappata da 2.400 anni, indica al mondo la strada della ricerca della Verità e della Dignità.
    Veniamo più a noi?
    Veniamo al 1.530 ed andiamo in Inghilterra, esattamente.
    Il Gran Cancelliere, come importanza e prestigio secondo solo al Re, nel caso particolare Enrico VIII, viene decapitato nel cortile della Torre di Londra perché la “Ragion di Stato” lo esige.
    Il popolo esulta Ann Boleyn è la legittima consorte nel momento in cui la testa di Thomas More si stacca dal corpo.
    Dopo 500 anni il More sarà fatto Santo, altro che Santo Subito!, ma erano altri tempi e la Chiesa era “quite different” rispetto all’attuale caricatura che neanche si merita la C maiuscola! A mon avis.
    Veniamo ancora più vicini a noi.
    Un altro Moro, italico questo, di nome: Aldo.
    Che gran sospiro quando la Skorpion del Gallinari pone fine all’ingombrante corpo di Gregor Samsa rannicchiato nel bagagliaio della Renault 4! Lo ricorda, Giuseppe?
    Gran sospiro di qua e di là del biondo Tevere!
    Che gran liberazione quella raffica!
    Quei 55 giorni li ricordo bene.
    Situazione kafkiana e proprio alla grande! Anche con un Prodi ad una seduta spiritica!
    Io sempre dissi, dico e dirò che il Presidente della Dc morì inutilmente ed in modo stupido.
    Non bisognava cedere al ricatto!
    Noti che poi si fecero fior di trattative con le stesse BR per i casi Cirillo e D’Urso e si pagò alla grande cedendo e sbracando senza vergogna!
    E Moro non voleva affatto morire!
    Lo disse in decine di lettere. Convincentissime, per chi voleva essere onesto!
    Lettere a: Zaccagnini, Cossiga, Andreotti, a tutta la Dc.
    Ma ciò che è più grave lo disse anche a Paolo VI e a tutta la chiesa del tempo.
    Un nome per tutti?
    Il Cardinale della Diocesi di Torino di allora Michele Pellegrino, grande amico (?!) di Aldo Moro.
    Lei sa sig. Giuseppe quando Moro apprese di essere stato condannato a morte?
    Provo a dirglielo io.
    Molto prima che glielo dicessero i Brigatisti Rossi suoi carcerieri.
    E sa da chi lo apprese?
    Dal suo Eminente amico: proprio Michele Pellegrino.
    “Io posso affermare che le lettere che sta inviando dalla Prigione del Popolo Aldo Moro sono da ritenersi come: MORALMENTE INATTENDIBILI!”
    Ecco il verdetto, e Moro capì perfettamente che, a quel punto, non poteva che morire: l’aveva decretato il Sinedrio.
    L’esito nullo che anche un cretino avrebbe potuto prevedere, che sortì la successiva lettera, del tutto inutile, di un Montini che chiedeva, in ginocchio, (mi immagino lo scoramento del realistico Aldo quando venne a leggerla!) agli Uomini delle Brigate Rosse di rilasciare Aldo Moro senza nessun corrispettivo in cambio, quando si poteva già chiudere la cosa con la liberazione di un solo brigatista ammalato, servì solo a a mandare anticipatamente e kafkianamente al Padre il malandato Paolo VI.
    Difficile trovare, oggi, qualcuno con papaline bianche, rosse o color magenta che voglia ricordare quel passato così vergognoso!
    Ci vuole un Ministero apposito come in “1984” che si incarichi di “correggere la Storia”.
    Peraltro il Vaticano lo ha già istituito da tempo. Mica stupidi, quelli.
    Vuole un esempio?
    Luca 14 – 23 “Exi in vias et saepes, et compelle intrare, ut impleatur domus mea.”
    Traduzione? ” Uscite per vie e campi e COSTRINGETELI AD ENTRARE affinché la mia casa si riempia”.
    Ecco l’esatta giustificazione storica di tanta erculea forza esercitata dal missionariato cristiano.
    Oggi il Ministero ha modificato l’abominevole Compelle in… “INVITATELI”.
    (cfr. “Chi controlla il presente controlla il passato. Chi controlla il passato controlla il futuro” da 1984 di George Orwell.)
    Arriviamo a Villari?
    Arriviamo.
    Per me sì, perchè la logica è la stessa “Si parva licet componere magnis” cioè se cose così di poca importanza come quelle che riguardano un piripicchio di nome Villari, possano esser paragonate ai sacrifici della vita dei grandi nomi di prima.
    La conosce la storia dell’ “Apprenti sorcier” (L’apprendista stregone)?
    Ricorda molto la vicenda Villari.
    Siamo in mano ad Apprendisti stregoni: a Destra ed a Sinistra. E non vale il dire oltre.
    Morale di tutto questo pistolotto?
    Fino a quando una Società ragionerà alla “Caifa” la Storia finirà sempre alla “Kafka”.
    Non si tratta di sacrificare un Popolo in cambio di un solo Uomo, si tratta di ridiscutere un Modello di Società per salvare la vita di un UOMO.
    Cristo, Moro o Villari, non ha importanza.
    Una Società che si definisca CIVILE NON GIOCA CON LA VITA DEGLI UOMINI, NEANCHE DI UNO SOLO.
    Mai!
    E più quelle vite sono piccole più sono: SACRE!.
    E la più sacra di tutte è proprio quella del più piccolo!
    Questo il mio pensiero.
    La saluto.
    Francesco G. Negro

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