Vite parallele

“Quando io mi misi a scrivere queste vite, lo feci per utilità degli altri; ma ormai mi avviene di continuarle e di insistere in questo lavoro anche per utilità mia, poiché guardando nello specchio della Storia, cerco di adornare e di uniformare in qualche modo la mia vita alle virtù dei suoi grandi personaggi. Il mio lavoro mi appare proprio come un conversare, un vivere quotidianamente in intimità con costoro, quando, per narrarne le vicende, io li ricevo quasi e li accolgo a turno come ospiti uno per uno, esaminandone ‘la grandezza e le qualità’ , e scegliendo fra le loro azioni quelle che furono le più importanti e le più degne di essere conosciute.”
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Dalle “VITE PARALLELE” di Plutarco – Cheronea, ca. 46 – 127 – scrittore e filosofo greco antico.
 
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“Venuta la sera, mi ritorno in casa, et entro nel mio scrittoio; et in su l’uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango et di loto, et mi metto panni reali et curiali; et rivestito condecentemente entro nelle antique corti delli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo, che solum è mio, et che io naqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro, et domandarli della ragione delle loro actioni; et quelli per loro humanità mi rispondono; et non sento per quattro hore di tempo alcuna noia, sdimenticho ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte: tucto mi trasferisco in loro.”

Dalla lettera di Niccolò Machiavelli a Francesco Vettori, 10 dicembre 1513.
 

 

Vite paralleleultima modifica: 2008-11-28T10:44:34+00:00da fragiune
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