Migliorare si deve

Il mio augurio di miglioramento per il 2009:
 
 
Somos lo que hacemos
para cambiar lo que somos
 
 
E.H.Galeano 
Migliorare si deveultima modifica: 2008-12-31T17:11:00+00:00da fragiune
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10 pensieri su “Migliorare si deve

  1. […] La terra accoglierà questo giorno
    dorato, grigio, celeste,
    lo dispiegherà in colline
    lo bagnerà con frecce
    di trasparente pioggia
    e poi lo avvolgerà
    nell’ombra.

    Eppure
    piccola porta della speranza,
    nuovo giorno dell’anno,
    sebbene tu sia uguale agli altri
    come i pani
    a ogni altro pane,
    ci prepariamo a viverti in altro modo,
    ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
    a sperare.

    Ti metteremo
    come una torta
    nella nostra vita,
    ti infiammeremo
    come un candelabro,
    ti berremo
    come un liquido topazio.

    Giorno dell’anno nuovo,
    giorno elettrico, fresco,
    tutte le foglie escono verdi
    dal tronco del tuo tempo.

    Incoronaci
    con acqua,
    con gelsomini aperti,
    con tutti gli aromi spiegati,
    sì,
    benché tu sia solo un giorno,
    un povero giorno umano,
    la tua aureola palpita
    su tanti cuori stanchi
    e sei,
    oh giorno nuovo,
    oh nuvola da venire,
    pane mai visto,
    torre permanente!

    Pablo Neruda – Ode al primo giorno dell’anno

    (Buonissimo Anno Nuovo, Francesco)

  2. […] La terra accoglierà questo giorno
    dorato, grigio, celeste,
    lo dispiegherà in colline
    lo bagnerà con frecce
    di trasparente pioggia
    e poi lo avvolgerà
    nell’ombra.

    Eppure
    piccola porta della speranza,
    nuovo giorno dell’anno,
    sebbene tu sia uguale agli altri
    come i pani
    a ogni altro pane,
    ci prepariamo a viverti in altro modo,
    ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
    a sperare.

    Ti metteremo
    come una torta
    nella nostra vita,
    ti infiammeremo
    come un candelabro,
    ti berremo
    come un liquido topazio.

    Giorno dell’anno nuovo,
    giorno elettrico, fresco,
    tutte le foglie escono verdi
    dal tronco del tuo tempo.

    Incoronaci
    con acqua,
    con gelsomini aperti,
    con tutti gli aromi spiegati,
    sì,
    benché tu sia solo un giorno,
    un povero giorno umano,
    la tua aureola palpita
    su tanti cuori stanchi
    e sei,
    oh giorno nuovo,
    oh nuvola da venire,
    pane mai visto,
    torre permanente!

    Pablo Neruda – Ode al primo giorno dell’anno

    (Buonissimo Anno Nuovo, Francesco)

  3. […] La terra accoglierà questo giorno
    dorato, grigio, celeste,
    lo dispiegherà in colline
    lo bagnerà con frecce
    di trasparente pioggia
    e poi lo avvolgerà
    nell’ombra.

    Eppure
    piccola porta della speranza,
    nuovo giorno dell’anno,
    sebbene tu sia uguale agli altri
    come i pani
    a ogni altro pane,
    ci prepariamo a viverti in altro modo,
    ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
    a sperare.

    Ti metteremo
    come una torta
    nella nostra vita,
    ti infiammeremo
    come un candelabro,
    ti berremo
    come un liquido topazio.

    Giorno dell’anno nuovo,
    giorno elettrico, fresco,
    tutte le foglie escono verdi
    dal tronco del tuo tempo.

    Incoronaci
    con acqua,
    con gelsomini aperti,
    con tutti gli aromi spiegati,
    sì,
    benché tu sia solo un giorno,
    un povero giorno umano,
    la tua aureola palpita
    su tanti cuori stanchi
    e sei,
    oh giorno nuovo,
    oh nuvola da venire,
    pane mai visto,
    torre permanente!

    Pablo Neruda – Ode al primo giorno dell’anno

    (Buonissimo Anno Nuovo, Francesco)

  4. […] La terra accoglierà questo giorno
    dorato, grigio, celeste,
    lo dispiegherà in colline
    lo bagnerà con frecce
    di trasparente pioggia
    e poi lo avvolgerà
    nell’ombra.

    Eppure
    piccola porta della speranza,
    nuovo giorno dell’anno,
    sebbene tu sia uguale agli altri
    come i pani
    a ogni altro pane,
    ci prepariamo a viverti in altro modo,
    ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
    a sperare.

    Ti metteremo
    come una torta
    nella nostra vita,
    ti infiammeremo
    come un candelabro,
    ti berremo
    come un liquido topazio.

    Giorno dell’anno nuovo,
    giorno elettrico, fresco,
    tutte le foglie escono verdi
    dal tronco del tuo tempo.

    Incoronaci
    con acqua,
    con gelsomini aperti,
    con tutti gli aromi spiegati,
    sì,
    benché tu sia solo un giorno,
    un povero giorno umano,
    la tua aureola palpita
    su tanti cuori stanchi
    e sei,
    oh giorno nuovo,
    oh nuvola da venire,
    pane mai visto,
    torre permanente!

    Pablo Neruda – Ode al primo giorno dell’anno

    (Buonissimo Anno Nuovo, Francesco)

  5. […] La terra accoglierà questo giorno
    dorato, grigio, celeste,
    lo dispiegherà in colline
    lo bagnerà con frecce
    di trasparente pioggia
    e poi lo avvolgerà
    nell’ombra.

    Eppure
    piccola porta della speranza,
    nuovo giorno dell’anno,
    sebbene tu sia uguale agli altri
    come i pani
    a ogni altro pane,
    ci prepariamo a viverti in altro modo,
    ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
    a sperare.

    Ti metteremo
    come una torta
    nella nostra vita,
    ti infiammeremo
    come un candelabro,
    ti berremo
    come un liquido topazio.

    Giorno dell’anno nuovo,
    giorno elettrico, fresco,
    tutte le foglie escono verdi
    dal tronco del tuo tempo.

    Incoronaci
    con acqua,
    con gelsomini aperti,
    con tutti gli aromi spiegati,
    sì,
    benché tu sia solo un giorno,
    un povero giorno umano,
    la tua aureola palpita
    su tanti cuori stanchi
    e sei,
    oh giorno nuovo,
    oh nuvola da venire,
    pane mai visto,
    torre permanente!

    Pablo Neruda – Ode al primo giorno dell’anno

    (Buonissimo Anno Nuovo, Francesco)

  6. […] La terra accoglierà questo giorno
    dorato, grigio, celeste,
    lo dispiegherà in colline
    lo bagnerà con frecce
    di trasparente pioggia
    e poi lo avvolgerà
    nell’ombra.

    Eppure
    piccola porta della speranza,
    nuovo giorno dell’anno,
    sebbene tu sia uguale agli altri
    come i pani
    a ogni altro pane,
    ci prepariamo a viverti in altro modo,
    ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
    a sperare.

    Ti metteremo
    come una torta
    nella nostra vita,
    ti infiammeremo
    come un candelabro,
    ti berremo
    come un liquido topazio.

    Giorno dell’anno nuovo,
    giorno elettrico, fresco,
    tutte le foglie escono verdi
    dal tronco del tuo tempo.

    Incoronaci
    con acqua,
    con gelsomini aperti,
    con tutti gli aromi spiegati,
    sì,
    benché tu sia solo un giorno,
    un povero giorno umano,
    la tua aureola palpita
    su tanti cuori stanchi
    e sei,
    oh giorno nuovo,
    oh nuvola da venire,
    pane mai visto,
    torre permanente!

    Pablo Neruda – Ode al primo giorno dell’anno

    (Buonissimo Anno Nuovo, Francesco)

  7. Caro Francesco,

    prolungate disconnessioni del mio pc, o forse il cattivo funzionamento del server hanno prodotto l’ invio ripetuto del commento.
    Ti prego di scusarmi, e di provvedere a cancellare i commenti in soprannumero. Se lo desideri e lo riterrai opportuno, potrai cancellare anche questo ultimo.

    Un caro saluto.

  8. Ho appena sentito il messaggio del Presidente Napolitano.
    Belle, giuste, doverose parole.
    Niente di meno e niente di più di ciò che ci sarebbe aspettato da un Presidente come lui.
    Complimenti sono arrivati da destra e da sinistra.
    Se lo stesso, identico, discorso fosse stato fatto da Walter Veltroni sarebbero, però, fioccate le critiche da destra.
    E viceversa se le avesse dette Silvio Berlusconi.
    Voi direte, esageri, non c’è la controprova.
    Fidatevi.
    Noi italiani siamo fatti (male e purtroppo), così.

  9. Io, invece, non l’ho sentito.
    Alle 8.30 andavo a dormire ed ho dormito bene, da Dio, o da papa se preferisci, fino al primo mattino del 2009.
    Merito di due appositi tappi alle orecchie che ho comperato nel settore para-farmaceutico del supermarket da cui mi servo da anni.
    Poi, da perfetto bischero, quale sono, e ciò da sempre, non sono minimamente corso a leggere ciò che il Giorgio nazionale ha detto perché posso immaginarmelo già tutto benissimo.
    Vuoi che provi a dirtelo? Ma no che perderei tempo. Sono tutte le cose che prepara sempre, all’uopo, un cosidetto “negro” (Non dimenticare che io mi chiamo Negro, quindi un po’ di queste cose me ne intendo).
    Mica li fanno loro.
    C’è l’addetto che mette dentro un po’ di tutto di ciò che la gente, mediamente, vuole sentirsi dire e lo dosa nelle giuste proporzioni in modo che non scontenti nessuno.
    Il discorso sarà ovviamente da ritenersi “perfettamente riuscito” quando tutti si dichiareranno “soddisfatti e pienamente d’accordo”.
    Semplice cerchiobottismo supercollaudato.
    Ascolterò un discorso vero quando, il PdR annuncerà, prima ancora del discorso, che le sue parole “disturberanno notevolmente dei potentati”, faranno girare i coglioni a delle “riverite lobbies”, e ci saranno espliciti riferimenti con nomi e cognomi di pezzi da ’90, di fomentatori di ruberie e scandali su cui tanta autorità inviterà, di fronte all’itaglia tutta, la magistratura, e ciò dalla TV ed in modo autorevole ed altisonante, ad indagare senza riguardo alcuno.
    Ponendo anche dei tempi massimi ed escludendo cadute in prescrizioni.
    Per me Napolitano è un: NESSUNO!
    Aggiungo e completo il concetto: UN NESSUNO TRA L’ALTRO PERFETTAMENTE INUTILE E SUPER-COSTOSISSIMO! (Pare che ci costi il doppio dell’Eliseo)
    Il Quirinale è un ambaradan che non serve ad un beatissimo cazzo!
    Non esiterei un solo istante a metterlo subito in vendita al miglior offerente su: eBay.
    La Corte Costituzionale se opera correttamente, già basta ed avanza.
    Il CSM pure.
    Arrivano dei plenipotenziari stranieri in visita all’itaglia?
    Vadano dal Capo dcel Governo.
    Almeno quello, magari male, ma l’hanno eletto gli tagliani!
    C’è da mandare il rappresentante dell’itaglia in visita a Sua Maestà la Regina d’Inghilterra?
    Ci vada un qualsiasi cittadino italiano con un interprete al seguito, se non sa l’inglese.
    Se no da solo.
    Cosa vuol sapere Her Majesty in più dell’itaglia che non possa sapere dai suoi normali Ambasciatori?
    NULLA DI NULLA!
    Ma da un minatore del Sulcis, che è stato licenziato e non sa come arrivare alla QUARTA, potrebbe venire a sapere invece due o tre coserelline che, invece, contano veramente nella vita!
    Adesso c’è la Obamo-mania: tutti a dire: “Si può si deve cambiare!”
    Tutti a strillà, dal un papa qualsiasi ad un Berlusconi altrettanto qualsiasi, tutti ad invocare un rinnovamenteo profondo della società attuale.
    Socialismo? Cacca!
    Comunismo? Peggio!!
    Capitalismo? Ma nessuno lo vuole più che fa schifo anche ai capitalisti!
    E allora?
    Nessuno dice, si dice solo: Rinnovare e Cambiare.
    Cambieremo, sì, ma seguendo la lezione del Gattopardo ben nota.
    Faremo in modo che nulla cambi e vedrai che nulla cambierà.
    Il Papa continuerà a viaggiare per lo mondo a trovare popoli affamati strascinandosi i suoi chili d’oro, e di vanità, in fatto di anelli, collane e pure mutande, credo.
    Il Quirinale, invece, mi sa che invece cambierà, questo sì, molto, quando ci andrà il BERLUSCON DE’ BERLUSCONI: sicuramente ci costerà dieci volte l’Eliseo.
    Scommettiamo?
    Tutto il resto sono PAROLE PAROLE PAROLE come hanno inserito abusivamente ed opportunissimamente nel discorso di SARKO!
    Che dire?
    VIVE LA FRANCE!

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