Nulla. Forse un solo post.

 Alcune domande.
 
Leggo su La Repubblica di oggi Venerdì 2 Gennaio 2009 esattamente a pag. 35 il sottotitolo ad un articolo di, immagino, due giornalisti che rispondono ai nomi di: Luca e Francesco Cavalli-Sforza
“NESSUNO CHIEDE LA NOSTRA OPINIONE PRIMA DI METTERCI AL MONDO: 
PERCHE’ NON DOVREMMO ESSERE LIBERI DI ANDARCENE?” 
Ed ovviamente questa già incomincia ad essere la prima domanda.
Ora calma; prima di buttarcisi a tentare risposte, subito un’altra domanda, e questa non dei due giornalisti, ma da me:
“Qual’è la cosa che più vi colpisce nella frase sopra citata?”
Non certamente la prima considerazione sulla cui ovvietà proprio non ci piove, ma, molto probabilmente, la domanda vera e propria e ciò indipendentemente dal tipo di risposta che poi avete in mente di dare. 
 Sono quindi pronto a scommettere che direte: “La domanda”
 Ed allora io Vi chiedo: “Ma, secondo Voi, deve necessariamente essere così ovvia, in quanto data per assolutamente scontata, la prima affermazione?”
 Riscommetto che direte: “Sì, per Dio! Come sarebbe altrimenti possibile chiedere il permesso di nascere ad uno che ancora…deve nascere?”
Perfetto!
Non sarebbe possibile; ma non per questo forse è altrettanto ovvio che noi ci si possa arrogare il diritto di stabilire il giusto e l’ingiusto, il fare e il non fare, l’accendere o lo spegnere la vita di un altro individuo, a meno che si tratti di noi stessi.
Dico io.
Ed allora, io chiedo ancora: “Da dove nasce il diritto che tutti riteniamo di possedere del determinare scientemente, o peggio, incoscientemente, che una vita debba venire al mondo?”
Forse solo dall’estrema comodità insita nell’atto stesso dell’incipit della procreazione?
Ma chi l’ha detto che ciò sia sufficiente per dover dare inizio ad un’avventura così importante come una vita?
Forse un giorno arriveremo, tra migliaia di anni, magari, a capire che, in effetti, forse ciò non basta e, di più, non giustifica e non ha mai giustificato affatto.
Quel giorno, io ritengo, sarà un grande giorno: il Giorno della Consapevolezza.
Io aspetto, quieto, quel giorno e , scrivendo come scrivo, forse, un po’ mi fingo, ingenuamente, di contribuire, da lontano, a prepararlo.
Una confidenza: La formulazione di questo post, che sicuramente sarà giudicato da chi leggerà come sesquipedale stupidaggine, sappiate che da me è invece considerata come l’unica cosa della mia vita di cui mi sembra di poter, in un certo qual senso, andare fiero.

Dietro c’è faticosa maturazione di decenni.
Quando sarò chiamato al Gran Giudizio e mi sarà chiesto:
“Tu cosa ritieni di aver fatto di valido nella vita?”
risponderò:
“Nulla. Forse un solo post.”

Nulla. Forse un solo post.ultima modifica: 2009-01-02T17:41:00+00:00da fragiune
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Un pensiero su “Nulla. Forse un solo post.

  1. No, caro fragiune, tu hai fatto quello che nessuna persona al mondo ha mai fatto prima di te;
    il porti queste due domande è stato sicuramente frutto di una lunga meditazione, lunga ma soprattutto alquanto complessa.
    Poche parole ma è il frutto dell’esame della tua vita che alla fine condensi mirabilmente in due parole.
    Ma non siano noi a decidere perchè questo compito spetterà al nostro prossimo ed il ricordo che avranno di noi, se lusinghiero, sarà per noi quella che alcuni chiamano “immortalità”.

    Per il bene che hai fatto al tuo prossimo, per quanto hai scritto, per quello che hai insegnato a chi ti legge.
    Ricordi fragiune, quello che scriveva e scriveva tanti post dai quali potevi conoscere tante cose a noi sconosciute; peccato però ci ha insegnato a ragionare con la nostra testa.
    Ed il tuo ricordo continuerà nel tempo.
    Un caro ciao.
    Corry

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