Ricchi contro poveri

Avevo ritagliato l’Amaca di Michele Serra del 2 Gennaio 2009.
Ora, ritrovata, la pubblico.

Quattro morti israeliani, quattrocento palestinesi, il rapporto è di uno a cento.
E’ più o meno la stessa sproporzione che fanno registrare tutti i conflitti tra paesi ad alta tecnologia e paesi poveri.
Come U.S.A.-IRAQ.
O come Occidente- Afghanistan.
Non è necessario ricorrere ad uno sforzo intellettuale sovrumano per capire quanto pesi, questa ripartizione così iniqua dei rischi della guerra, nell’odio anti-occidentale che alimenta, tra le altre cose, un terrorismo ormai quasi di massa.
Noi crediamo che il peso che si dà alla morte, in molti paesi e in molte culture, sia poca cosa..
Ma è un pregiudizio, e anche un alibi.
Morire e veder morire non piace a nessuno, né sentirsi esposti alla morte in misura maggiore rispetto ai paesi ricchi, e agli eserciti ricchi, aiuta a vivere meglio e ragionare meglio.
Sentirsi inferiori, meno forti, meno protetti, genera frustrazione e genera odio: i palestinesi sanno fare di conto, e conoscono perfettamente il significato di quei quattrocento contro quattro.
Significa, appunto, che questa è una guerra di ricchi contro poveri.
E se i ricchi, almeno in questo caso, hanno le loro ottime ragioni da mettere in campo, l’odio crescente dei poveri non è un buon viatico per il futuro: che è la sola cosa che israeliani e palestinesi, ricchi e poveri, hanno in comune.

Ricchi contro poveriultima modifica: 2009-01-06T08:07:43+00:00da fragiune
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