Un grande Marco Travaglio

dall’Espresso:
 
Berlusconi ha annunciato che bisogna riformare le intercettazioni e uno stuolo di giornalisti al seguito ha cominciato a ripeterlo a pappagallo. Senza peraltro spiegare il perché.

È bastato che Berlusconi strillasse per qualche mese che bisogna riformare le intercettazioni, perché uno stuolo di giornalisti al seguito cominciasse a ripeterlo a pappagallo. Senza peraltro spiegare il perché. Bruno Vespa scrive su ‘Bresciaoggi’ (imperversa pure lì) che “è sempre più urgente sanare la piaga delle intercettazioni”, dopo averne sciorinate a centinaia nei tele-processi di Cogne, Erba, Garlasco e Perugia. Il ‘Corriere’ gli fa eco in prima pagina: “Riforma condivisa delle intercettazioni” in base al “testo del Consiglio dei ministri”. Si spera che quel testo, al ‘Corriere’, non l’abbiano letto: altrimenti non si vede come possano sollecitare una legge che manda in galera (pena da 1 a 3 anni) i cronisti, anche del ‘Corriere’, che citano o riassumono intercettazioni o altri atti d’indagine, anche “non più coperti da segreto”, prima del processo (potranno farlo solo 4-5 anni dopo la scoperta dei fatti). Alla prossima conferenza stampa uno dei fortunati giornalisti accreditati potrebbe domandare al premier: “Scusi, perché mai vuole riformare le intercettazioni?”.
Se dice che sono troppe, obiettare che ogni anno si fanno 3 milioni di nuovi processi e s’intercettano appena 15-20 mila persone. Se dice che costano troppo, obiettare che nel 2007 sono costate 224 milioni, ma han fatto recuperare allo Stato svariati miliardi da mafiosi, narcotrafficanti, finanzieri furbetti, corrotti, rapinatori, truffatori; comunque per risparmiare basta acquistare le apparecchiature anziché affittarle da privati, o imporre tariffe scontate alle compagnie telefoniche. Se dice che all’estero ne fanno di meno, obiettare che ne fanno di più, ma non risultano nelle statistiche perché non le dispongono solo i giudici, ma anche le polizie e i servizi segreti senza render conto a nessuno. Se dice che all’estero si fanno solo per mafia e terrorismo, obiettare che l’Fbi ha appena intercettato e arrestato il governatore dell’Illinois, Rod Blagojevic, e centinaia di top manager di Wall Street coinvolti nei mutui subprime.
Se dice che all’estero i giornali non le pubblicano, esibire un giornale Usa a piacere con le telefonate di Blagojevic & C., compresi i non indagati Jesse Jackson jr. e Rahm Emanuel, braccio destro di Obama. Se dice che vanno escluse per i reati minori, obiettare che il testo governativo le vieta per associazione a delinquere, sequestro i persona, rapina, stupro, furto, spaccio, estorsione, truffa, frode fiscale, bancarotta, omicidio colposo, sfruttamento della prostituzione. Reati minori? Che ne pensano An e la Lega? Se dice che bastano e avanzano gli altri mezzi d’indagine, obiettare che tutti i più recenti scandali sono emersi grazie alle intercettazioni: Bancopoli, Calciopoli, Vallettopoli, casi Cuffaro e Saccà, clinica-horror Santa Rita, Abu Omar e Sismi deviato, Tangentopoli a Firenze, Pescara, Napoli, Potenza.
Se dice che la riforma serve appunto per coprire gli scandali, ringraziarlo per la squisita sincerità. Poi avvertire Vespa e il ‘Corriere’.

 

Un grande Marco Travaglioultima modifica: 2009-01-07T11:07:00+00:00da fragiune
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3 pensieri su “Un grande Marco Travaglio

  1. Egregio Travaglio, se Lei fosse attenzionato in maniera eversiva, illecita e contraria alle finalità della Giustizia come lo è Berlusconi, forse non affermerebbe in maniera altrettanto tronfia le cose che attraverso soliloqui a metà tra la voce della Pravda e la seduta di psichiatria continua ad ammannire ad una platea di complessati e ignoranti.
    E’ tipico del disturbo di personalità borderline questo tipo di approccio a senso unico ed è tipico di una certa sinistra faziosa quanto bugiarda mettere tutto in un calderone e sproloquiare.
    Del resto i migliori depistaggi sulle porcherie italiche partono proprio da sinistra, altrimenti Telekom Serbia vedrebbe in galera Prodi, Fassino, Mastella, Dini e Bocchino, tanto per citarne qualcuno noto, invece è finita a tarallucci e vino, anche grazie a voi tutti…

  2. Dini era nel governo di centro-sinistra quando prendeva insieme agli altri i denari di Telekom Serbia. Dare del coglione ad uno al quale non riusciresti ad allacciare le stringhe e farlo in anonimo da vigliacco quale sei ti qualifica. Io mi sono presentato praticamente volontariamente come testimone. Uno dei pochi che i magistrati di Torino non hanno ascoltato direttamente, sapevano che non potevano ricattarmi o prendermi per il culo. Coglione di un anonimo. Sarai mica Travaglio? O quel disturbato psichico calabrese che da anni mi fa stalking? Resta il fatto che sei un vigliacco senza argomenti. Feccia dell’umanità.

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