Sarà Obama…

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…il Presidente che avrà finalmente il coraggio
di chiedere scusa agli Indiani d’America?
 
Speriamo.. 
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Intanto il Grande Spirito di:
TATANKA IYOTAKA
noto come Sitting Bull
già Grande Capo dei Sioux Dakota, paziente, aspetta sempre. 
 
 *** 
 
 Ripropongo di seguito, repetita juvant, un post già proposto da me in passato:
 
ESTRATTO DAL DISCORSO DI:
CAPO SEATTLE
IN RISPOSTA AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI.

NOTA INTRODUTTIVA: Uno dei più grandi fra tutti i capi indiani, SEATH, meglio conosciuto come Capo Seattle, pronunciò il suo più importante discorso all’Assemblea Tribale del 1854, in preparazione dei trattati fra il governo federale e le tribù indiane dell’Oregon e di Washington, in cui le autorità federali promettevano una riserva, rendite e servizi in cambio di cessioni di terra.
Capo Seattle parlò nel suo elegante dialetto nativo Duwamish e il dott. Smith, che prese nota del suo discorso e lo tradusse, insistette poi nel dire come: “la lingua inglese, pur con tutta la sua ricchezza di vocaboli, si fosse rivelata assolutamente inadeguata a rendere, in traduzione, la bellezza dell’immaginazione e del pensiero originale espresso da Seattle”.
Nel 1976 l’ organizzazione ecologica mondiale UNEP definì il discorso di Seattle come:
 “Il più grande e penetrante documento ecologico mai concepito dall’uomo”.

***

Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra?
Quest’idea ci sembra strana.
Se noi non possediamo la frescura dell’aria e i riflessi dell’acqua, come potete voi comprarli?
Noi siamo parte della terra ed essa fa parte di noi.
Se noi vi vendiamo della terra, voi dovete ricordare che è sacra ed insegnare ai vostri bambini che è sacra.
Il mormorio dell’acqua è la voce del padre di mio padre.
I fiumi sono nostre sorelle, esse spengono la nostra sete.
Noi sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri costumi.
Un pezzo di terra gli sembra uguale al successivo, perché egli è come uno straniero che arriva nella notte e prende dalla terra ciò di cui ha bisogno.
La terra non è sua sorella, ma il suo nemico, e quando l’ha conquistata egli va più lontano.
Il suo appetito divorerà la terra e lascerà dietro a lui il deserto.
Noi almeno sappiamo questo: la terra non appartiene all’uomo; l’uomo appartiene alla terra.
Non è l’uomo che ha tessuto la trama della vita: egli è solo un filo.
Tutto ciò che lui fa alla trama, lo fa a se stesso.
Anche i bianchi spariranno; può anche darsi più rapidamente di tutte le altre tribù.
Contaminate il vostro letto e soffocherete una notte nei vostri stessi detriti.
Dove sono i cespugli ?  
Scomparsi.
Dov’è l’aquila ?
Scomparsa.
La fine della vita è l’inizio della sopravvivenza.

   
Seath
 

Sarà Obama…ultima modifica: 2009-01-14T17:01:00+00:00da fragiune
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4 pensieri su “Sarà Obama…

  1. Può essere; non so, anzi, non mi sbilancio.
    Alle rivoluzioni copernicane non ha creduto neanche Copernico che, vivente, si è ben guardato dal dare pubblicità alla teoria eliocentrica.
    Mica stupido il polacco.
    Gli indiani che vivranno, vedranno.
    ….
    (Ma, piuttosto, ce ne sono ancora?)

  2. Ma, caro Francesco, la mia posizione, sul ragazzo di colore che oggi è l’inquilino della Casa Bianca è la seguente (che non so se ho già messo in questo blog ma in un paio di altri sì…)

    Quello che capita nel simbolico è decisivo per gli esseri umani.
    Obama ha detto: “questa vittoria non è il cambiamento, ma la possibilità del cambiamento”.
    Anche se un primo vertiginoso cambiamento c’è già stato.
    Chi non comprende che la vittoria di Obama (direi quasi “in sè” e a prescindere, paradossalmente, dalle cose che farà, e che comunque farà bene, a mio parere…) cambia in meglio, e radicalmente, il mondo politico dei prossimi anni è miope, se non cieco.
    Delle tante cose da dire (non posso né per il tempo né per la struttura del blog rapido e conciso), riprendo solo la frase di una mia conoscente che, secondo me, riassume benissimo, se lo leggiamo in modo prospettico (significato profondo, intendo) uno degli straordinari cambiamenti della vittoria di Obama: da oggi ogni uomo nero potrà guardarsi attorno con un sorriso nuovo sul volto.
    Anche il mio sorriso di uomo bianco è, da oggi, nuovo.
    Non per questo i miei “piccoli” problemi reali sono cambiati (anzi, il mio fondo di Wall Street è sceso…) ma questi problemi sono nulla rispetto, appunto, al mio nuovo sorriso.
    Siate realisti, chiedete l’impossibile, si diceva, un po’ sognando, nel 1968.
    Siamo realisti, chiediamo l’impossibile, dico io, oggi.
    Fuori dai giochi di parole, “Think big” mi pare non possa che essere l’unica alternativa, in questo momento storico.
    La visione, almeno per me, deve essere quella proposta da Obama e che, in modo ipersintetico, riassumo: ingrandire la torta disponibile coinvolgendo, se possibile, tutti; distribuirla meglio; confrontarsi lealmente; cancelllare le guerre; vivere in pace.
    Da qui a dire che queste cose si faranno, l’execution, intendo, è tutta un’altra cosa, ovviamente.
    E il partire dalla realtà resta pur sempre la razionalità necessaria e, purtroppo, non sufficiente.
    Ma, e per utilizzare ancora uno slogan (Yes, now we can…), occorre andare avanti “con il pessimismo dell’intelligenza ma con l’ottimismo della volontà”.
    Ma andare avanti.

  3. Sono d’accordo, caro Graziano.
    Anch’io, non come te, ma ciò solo per un puro scarto anagrafico, al pensiero, ho un nuovo sorriso per una nuova speranza che prima non avevo.
    E dico che, se anche, alla fine, ci dovessimo ritrovare soli, con solo il nostro sorriso, sarà sempre stata una grande vittoria dell’Umanità!
    Potremo dire di essere stati presenti ad un momento esaltante che qualcosa di veramente profondo ha cambiato, penso, per sempre!
    Grazie.

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