COME SAREBBE POSSIBILE, ORA?

Alcuni amici, e amiche, mi hanno scritto chiedendomi di tener aperto il blog: 1984.
Devo dire che, in questi giorni, a far ciò ho provato ponendo mano, ed anche per più di una volta, alla tastiera del PC.
Senza risultato alcuno.
Non sono riuscito a combinare nulla.
La pausa, peraltro, mi ha fatto riflettere parecchio e sono giunto alla conclusione che non sia più assolutamente possibile, per me almeno, il riuscire a riagguantare la tensione emotiva di prima.
Qualsiasi cosa io possa tentare di scrivere, oggi, mi farebbe sentire ridicolo, stupido, banale, scontato, come esattamente in questo preciso momento, già, in verità, mi sento (e ciò come se prima non lo fossi stato, ma, beato me, non me ne rendevo conto..).
Si è rotto un filo.
………
Come sarebbe possibile, ora, il riuscire a trasmettere, in assoluta povertà di termini, come si richiederebbe, fuor di dubbio, del continuo disvelamento delle infinite meraviglie che stanno intorno a noi tutti, cose minime che fino a ieri non mi si appalesavano e che solo oggi sembrano, d’un tratto, semplicemente fantastiche?
Parlo qui del miracolo della vita, e parlo qui anche del mistero della morte.
Risulterei solo pedante.
Non sono poeta.

Come sarebbe possibile, ora, esternare, senza finir per “tromboneggiare”, tutta l’intima indignazione, sempre maggiore ogni volta, per le nefandezze operate da potenti di turno, sia religiosi sia politici?
Un sapientissimo Marziale o lo stesso Voltaire sarebbero in difficoltà davanti alla marea di volgarità da cui siamo continuamente “tsunamizzati”.
Non ho sdegno ed ironia sufficienti alla bisogna.

Come sarebbe possibile, ora, condividere in autentica profondità d’amore, tutto l’incanto contenuto in una poesia che improvvisamente, fino a ieri ignota, si venga a scoprire e che, quindi, come sempre amore chiede, si vorrebbe immediatamente regalare agli altri, e, nel far ciò, non si finisca, anche, per montare in cattedra?

Come sarebbe possibile, ora, comunicare, avvolto in frittelloso manto di saccenteria, tutto lo stordimento che prende, nell’immergersi, magari per l’ennesima volta, nello stupore di un brano musicale che, per tanta bellezza, ci toglie le parole lasciandoci solo balbettare esclamazioni insignificanti?

Come sarebbe possibile, ora, per me testimoniare, senza provare profonda vergogna per la mia personale miserabile povertà, dei tanti esempi di coraggio e di forza del faticoso “mestiere di vivere” che provengono da oscuri eroi che vivono accanto a noi, in silenzio, e pei quali si ha appena il sufficiente sentire per rilevarne la presenza?

E si potrebbe continuare.
Forse “questo immenso regalo di Dio” che è Internet ci fa, infine, dire troppe parole.
Il WEB è pieno, stracolmo, di siti che dicono, ridicono, stradicono, contraddicono, benedicono e maledicono.
Cosa si può aggiungere che già non sia stato urlato, imprecato, deprecato, imposto, suggerito?
Questo blog 1984 ha avuto vita effimera: appena sei mesi; un breve autunno per mai dimenticarci dell’oscura minaccia preconizzata da Orwell e che come tale ci inquieterà per i secoli a venire.
Cercherò di oppormi in modi diversi, come potrò, e come riuscirò.
Oppormici in pratica a cosa?
Se devo dire, dietrologizzando inevitabilmente, a tutto ciò che ci vorrebbe sempre più proni al bacio di sacre pantofole in Oltretevere, e sempre più solerti nel lustrare “mocassini” in Palazzo Chigi, se non, domani, al Quirinale.
Trovo che mai parola più sacra di LIBERTA’ abbia subìto così laceranti strapazzi come nei nostri tempi.
Neanche quando campeggiava sulle egide (non egìde!) della defunta Democrazia Cristiana.

Sappiate, in ultimo, che per me è stato impagabile il piacere di imparare dai Vostri commenti.
Da tutti, anche da quelli che mai pervennero.
Di ciò Vi sarò per sempre grato.

COME SAREBBE POSSIBILE, ORA?ultima modifica: 2009-01-29T14:15:31+00:00da fragiune
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11 pensieri su “COME SAREBBE POSSIBILE, ORA?

  1. E’ un passo d’addio!
    A malincuore, ma ti capisco, condivido, mi pongo nei tuoi imbarazzanti panni.
    Grazie per tutto quello che hai saputo esprimere, imprimere, condensare. Per ognuno, con la sua fetta di rifessione, condivisa o meno. In poche parole: grazie (anche se è poca cosa).

    Vorrei lasciarti questo bel testamento di Rainer Maria Rilke:

    “Sii paziente con tutto ciò che è insoluto
    nel tuo cuore…
    Cerca di amare le domande in sè…

    Non cercare adesso le risposte,
    che non possono essere date
    perché non saresti capace
    di viverle.
    E il punto è
    di vivere ogni cosa.

    Vivi le domande ora.
    Forse in futuro
    gradualmente,
    senza farci caso,
    un giorno lontano
    ne vivrai le risposte.”

  2. Ok, bene così, almeno per me.
    Hai tutte le ragioni per chiudere.
    E, anche se non le avessi, ognuno è libero di fare ciò che vuole, se non fa male agli altri…
    Però, però, però…
    Io ho due proposte.
    La prima (scritta solo per confermare il Neruda approach “Dio mi è testimone che ho tentato” perchè so che non seguirai il mio consiglio ma, magari, non ci avevi pensato…).
    Tieni aperto il blog e, ogni mattina (ricordi l’esempio della newsletter quotidiana di Buongiorno.it?) metti un topic, uno solo, non rispondi a nessun post e via così…
    La seconda.
    Metti, in un file unico (non so se è possibile ma l’informatico, cfr. un tuo post, sei tu…) tutti (quasi, vedi tu…) i post che hai messo in questo blog (senza i nostri commenti) e lo spedisci a chi te ne farà richiesta (io ho ancora due floppy disk (ma che fine hanno fatto? boh!) con molte delle cose che avevi raccolto…)
    Comunque, grazie.

  3. Allora, Franca, ritengo che i tuoi tre enigmatici punti interrogativi si riferiscano allo scritto di : “Conclusione Logica.”
    Credo trattarsi dello pseudonimo d’occasione, di un amico che ama cambiare sempre l’identità.
    In altre occasioni si firmò: “Attentissimo” in altre, ora non ricordo, ma sempre con un riferimento tra nome e commento successivo come se il discorso iniziato dall’alias scelto al momento proseguisse poi nel testo sottostante.
    Con tutto ciò ritengo che il testo rimanga oscuro per i “non addetti ai lavori” come in effetti appari tu che sei citata all’ultima parola.
    Cerco, a scanso di equivoci e malintesi, di spiegare.
    Questo amico, ci conosciamo da anni, ritiene che io sia un individuo che si connota dalla caratteristica che, nella comunicazione puramente verbale, intervenga sovente con l’espressione “a prescindere” e ciò per qualsivoglia argomento si affronti.
    Un mio tormentone, insomma.
    Poi c’è pure l’ovvio riferimento, credo, ad una rubrica di strisce di un noto quotidiano nazionale in cui si aveva come titolo: “TUTTI DA FULVIA SABATO SERA” il jeu de mots sta ovviamente nella sostituzione del nome.
    Il tutto è un po’ arzigogolato ma tieni conto che avevo invitato l’amico esplicitamente a frequentare il tuo blog che era altrettanto se non più interessante del mio ormai morto e defunto e questo forse è il modo di dire del nostro amico: insomma, che l’invito era stato accettato.
    Poi, dato che l’amico è individuo altrettanto scrupoloso nella correttezza quanto divertente a doversi conoscere e frequentare, credo e lo invito a spiegare meglio di persona così fugando ogni residuo di incomprensione e magari in modo meno didascalico e più convincente di quanto sia riuscito io a fare.
    Ti saluto Franca, è stato bello conoscerti sul Web, ti faccio i miei più cari auguri per una splendida vita futura che, stando almeno alla foto del tuo blog, se ho ben inteso, dovresti avere ancora tutta davanti e non ormai dietro come è nel mio caso.
    (Io comunque, sappi che ho avuto una vita splendida, e non come avevo messo nella mia autobiografia, una vita molto fortunata e non ho da chiedere agli dei proprio nulla di più di quanto già non abbia avuto)
    Auguro lo stesso anche per te.
    Ed a tutti.
    Francesco Negro

  4. Tre volte,quattro e sei lessi il tuo scritto che, da infelice, pur cercando invano quel che non vi fosse quel che v’era scritto ma sempre lo videi più chiaro e piano.
    E’ la maccheronica trasposizione della Follia di Orlando dell’Ariosto che, in un caso come questo, mi è parso molto appropriato, non trovando altre parole che potessero esprime il mio pensiero.
    Comprendo il tuo stato d’animo e chissà quante volte ti sei trovato sul punto di fare delle scelte importanti nel corso della tua vita; anch’io ma avevo un modo del tutto singolare per sciogliere i nodi, alle volte peggiori di quello di Gordio.
    Mi mandavo in missione a Catania, piazza sempre più che difficile e lavoravo lì dal lunedì al giovedì ma venerdì mattino trovavo davanti la porte dell’albergo l’auto di un mio fraterno amico oramai comparso e me ne andavo a Noto in villa e solo soletto mi ponevo nuovamente tutte quelle domande che mi assillavano. L’ultima quando decisi di mollare tutto ed andare in pensione. Me ne andavo a mare e lo fissavo sino a che sentivo dentro di me nuove forze e soprattutto quella indispensabile serenità che ti consente di liberare la mente da ogni condizionamento.
    Ho scritto anche una specie di poesia al riguardo ed ho capito cosa in effetti significa essere immortali e come divenirlo.
    Avevo il mattino notato un gruppo di fili elettrici che avevo riposto in un cassetto il giorno prima e che nottetempo si erano attorcigliati l’un l’altro e che fatica districarli.
    Pensai che ognuno di loro aveva una diversa funzione, forse qualcuno era più importante di altri ma questi non potevano funzionare senza l’attività di tutti gli altri.
    Tu lasci come da tua volontà ben ponderata ma in me ed in tanti altri lasci un vuoto incolmabile; il nostro mondo d’ora in poi diverrà più piccolo, sempre più piccolo.
    Siamo di già in pochi a lottare senza secondi fini personali ed il perdere un alter ego è un danno notevole.
    Verrà giorno che ripenserai su questa tua decisione e solamente allora potrai comprendere se avrai fatto bene a mollare o meno; i momenti di crisi serie non si risolvono su due piedi ma dopo molto tempo, spesse volte allorquando capirai che, pur volendolo, non potrai più ritornare sui tuoi vecchi passi. Le tue orme sono oramai state cancellate dal tempo e non non riuscirai più a trovare il punto del passato percorso.
    La poesia te la manderò via mail.
    Un abbraccio fraterno.
    Corrado

  5. Grazie per la spiegazione,a Francesco,e a “g”. Poche cose ancora:
    non so se il mio blog sia Più interessante del tuo, che consideri morto e sepolto. Di sicuro è ben viva la persona che gli dava ragion d’essere!
    Di sicuro ha arricchito chi lo ha frequentato.
    Di sicuro ci sarà uno stimolo in meno, una suggestione, un pensiero, un territorio ,diverso ,dove stringersi in un abbraccio.
    Non far mancare la tua “voce” a chi vuole condividerla..
    Io posso esercitare attraverso il mio blog, solo l’accoglienza..
    Non posso surrogare la “tua voce”; che in quanto TUA, è unica e insostituibile nella sua diversità e ricchezza.
    Franca

    p.s.:grazie comunque per gli apprezzamenti che hai espresso e che considero di gran lunga immeritati.

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