Quando il genio è troppo, è troppo!

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“E’ l’uomo per me” – Mina
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Nel 1914 Albert Einstein trovava il coraggio per compilare il seguente “Decalogo di comportamento” ad uso di sua moglie Mileva Maric’:

– I miei vestiti dovranno essere tenuti in ordine.
– Mi dovranno essere serviti regolarmente 3 pasti al giorno.
– La mia scrivania non dovrà essere toccata da nessuno oltre che da me.
– Rinuncerai ad ogni relazione con me oltre le apparenze.
– Non mi chiederai che io passi il mio tempo con te in casa.
– Né che io viaggi o esca con te.
– Non ti aspetterai affetto e non mi rimprovererai per questo.
– Mi risponderai subito quando ti parlo.
– Lascerai subito la stanza quando te lo chiedo.
– Non mi denigrerai agli occhi dei bambini con parole od azioni.

Nel febbraio del 1919 i coniugi Einstein divorziano e nel 1921 Albert Einstein riceve il Premio Nobel per la Fisica.
(Alla ex-moglie, invece, nessun premio per non aver strangolato, a suo tempo, un pirla del genere!)

Per amore di giustizia, ora, però, tre doverose note:

1. I rapporti tra i due sono già irreparabilmente deteriorati fin dal 1912 data in cui A.E. incontra una sua cugina divorziata, Elsa Löwenthal, che diventerà la nuova moglie 4 mesi dopo il divorzio da Mileva.

2. Nel 1914 A.E. insegna e vive a Berlino, città in cui vive Elsa, mentre Mileva, coi figli, vive a Zurigo (pare che a Berlino, Mileva, “si senta infelice”).

3. La sentenza di divorzio decretava, in ogni modo, che “somme provenienti da un eventuale Premio Nobel saranno destinate agli alimenti di Mileva e dei figli”. E così fu.

Quando il genio è troppo, è troppo!ultima modifica: 2008-08-25T19:25:00+02:00da fragiune
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