Inti Illimani

Immagino che, al solo leggere Inti Illimani, coloro che hanno già qualche anno di versamenti di contributi come speranza di una futura, (forse irraggiungibile!), pensione, sbufferanno:
“Ancora ‘sta roba?”
E’ vero, è roba vecchia di anni fa, pensate, dell’altro secolo!
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Che dico? Dell’altro millennio!
Ma anche un Obama, a ben guardare, è nato nell’altro millennio eppure…
Perché, ordunque, rispolverare questo gruppo musicale cileno che con l’avvento dell’ormai buonanima (?!) Augusto Pinochet dovette cambiare aria e finì per trovare casa proprio nella nostra Italia?
Ma, direi, in primis perché sono dei valentissimi musicisti e ciò è cosa fuori da ogni possibile discussione.
E poi, perché proprio nel brano da me scelto: “Sicuriadas” si lanciano fantasticamente in un’esecuzione di puro virtuosismo tecnico che ora cercherò di descrivere al meglio con mie parole e poi, spero che dopo all’udirlo, potrà pure sembrare diverso e più coinvolgente di prima.
Intanto il titolo:
SICURIADAS è (come dire Mandolinata per i Mandolini) una suonata di Siku.
Il titolo è attribuito al fatto che gli strumenti conduttori sono i: Siku o anche Sicu, delle specie di zampogne usate da tempo immemorabile in tutta la Cordigliera delle Ande.
Uno strumento simile fu inventato anche presso le civiltà greco-minoiche, migliaia di anni fa, e sempre, comunque, risulta costituito da un insieme di canne di varia lunghezza quindi con emissione di diverse altezze di suono, disposte in progressione crescente.
Era il tipico strumento del dio greco Pan (a volte detto anche siringa) ed era, con il flauto diritto, l’unico strumento che accompagnava le lunghe giornate e notti dei pastori in movimento continuo al seguito dei loro armenti.
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Però tra la versione europea e quella delle civiltà indie corrono differenze.
La più importante consiste nel fatto che il siku andino non possiede la scala diatonica 
completa: per capirci, la progressione delle canne non fornisce la classica sequenza : Do, Re, Mi, Fa, ecc. ecc.
Per sentirla completa, occorrono ben…due siku.
Semplificando: uno di questi disporrà delle canne che emettono il Do, il Mi, il Sol, ecc.ecc.
L’altro invece avrà il Re, il Fa, ecc.ecc.
Ciò comporterà che per suonare compiutamente un brano si debba sempre essere necessariamente, in due suonatori di siku: la qual cosa forse non è da ritenersi così casuale, ma potrebbe essere il risultato di un geniale espediente elementare di spinta all’aggregazione ed alla socializzazione ante litteram. (Gli antichi non erano poi così sprovveduti in certe cose come sovente noi li facciamo).
Ma, di più, comporta che i due suonatori debbano assolutamente trovare un “perfetto accordo sincronico” in quanto, durante l’esecuzione i due devono “incastrare” le note nell’esattissimo momento in cui è richiesto che ci debbano andare!
Gli indios poi arrivarono a distinguere, i due tipi di siku differenziandoli pure a livello…sessuale e dando loro due ben precisi nomi: ARKA ed IRA, rispettivamente per il siku maschio e per il siku femmina!
Ciò che ne emerge, alla fine, è quindi il felice parto dovuto all’incontro d’amore di Arka con Ira!
E se non è Poesia questa!?
Finisco: se già non bastassero le difficoltà di “accoppiamento” sopraddette nel brano che 
allego, ve n’è una ulteriore, di difficoltà diabolica: il fattore di accelerazione.
I due suonatori devono, sempre stando perfettamente sincronici, procedere all’incalzare in continua progressione accelerata che in questa esecuzione si avverte quanto mai perfettamente eseguita.
L’effetto stereo, che fa uscire le note dai due canali destro e sinistro, da cui suonano Arka ed Ira, aumenta la fascinazione complessiva anche se purtroppo, molto si perde dalla compressione per contenere la dimensione del brano.
Buon ascolto.
Io, per non sapere né leggere, né scrivere, non posso che dire: BRAVISSIMI!

http://1984.myblog.it/media/00/02/355284828.mp3
Inti Illimani – Sicuriadas

Inti Illimaniultima modifica: 2008-12-02T09:12:00+01:00da fragiune
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2 pensieri su “Inti Illimani

  1. Ma che rumori son quelli
    cho sorgono e che mi
    assalgono l’orecchio?
    ma cosa fa nel mercato
    mio figlio giocherellando in italiano?
    Io cercavo canzoni
    canzoni non ho trovato
    ma nuove parole per leggere il passato
    …………..
    Che sole questa mattina
    magari togliesse il freddo dei ricordi,
    ho i giorni davanti agli occhi
    invece la notte in altra latitudine
    Io volevo partire
    partire non è permesso
    intanto farò del vostro il mio tempo.

    Inti Illimani – Da una finestra aperta

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